Una nuova sfida: un laboratorio creato in gruppo dove i saperi e le esperienze si coniugano per dare vita ad una nuova forma di didattica. La squadra sarà formata da i Ludosofici, Pietro Corraini (www.pietrocorraini.com), e The Fab Sessions (http://www.thefabsessions.com/), un gruppo che si occupa di didattica relazionale che esplora nuovi e coinvolgenti metodi di formazione su temi innovativi.
I ludosofici anche per gli adulti?
Stefania Lusini, designer e grafica, e il suo blog sui giochi dimenticati da riscorpire!
Il tempo, il mistero che lo avvolge, le mille interpretazioni che da secoli si susseguono, la diversa concezione di esso a seconda delle latitudini....
Arrivati da poco al museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto ci siam messi subito al lavoro...
Ed eccoci di ritorno da un week-end ricco di emozioni e di bambini!
Eh sì sono stati proprio tanti i bambini che hanno partecipato ai 4 laboratori che abbiamo tenuto nella giornata di sabato al Festival della Mente di Sarzana.
Le viuzze e le piazze di Sarzana hanno accolto in questi anni numerosi personaggi del mondo della cultura e delle arti: da Salvatore Settis a Georges Didi-Huberman, passando per Ascanio Celestini e Michelangelo Pistoletto (solo per citarne alcuni), tutti invitati a dare il loro contributo al Festival della Mente, il primo festival europeo dedicato alla creatività.
Intervista pubblicata domenica scorsa sul Corriere della Sera.
Suggestioni filosofiche in una conversazione con il salumiere. Il significato che hanno i nomi e il suo ruolo rispetto al volto...
Durante la messa a punto del laboratorio sulla Legge e il divenire di Goethe, mi è tornato alla mente un breve saggio di Emanuele Severino, Legge e caso.Come scritto in qualche post precedente, Goethe impegnò gran parte della propria ricerca scientifica allo svelamento della regola che presiede alla trasformazione della natura. In questa ricerca non vi è alcunché di strano in quanto, come fa notare lo stesso Severino, la stessa nascita della filosofia trae origine dal tentativo di raccogliere insieme tutte le cose divenienti, dalle più simili alle più lontane e la filosofia altro non sarebbe che la visione immutabile di tutte le cose.
Tyge Brahe, internazionalmente noto come Tycho Brahe, era un astronomo danese vissuto nella seconda metà del XVI secolo. Il suo interesse per l'astronomia gli faceva passare un sacco di notti in piedi con la testa all'insù per confutare la teoria astronomica di Aristotele.
Ma c'è un mistero che ancora non è stato svelato e su cui lavorano in questi mesi importanti studiosi...
Per Deridda sono proprio le parole che ci permettono di vivere e conoscere il mondo e le cose in quanto queste non possono mai essere conosciute nella loro immediatezza: non conosciamo mai le cose se non nelle parole che le indicano e nei codici che le significano.
Pertanto il linguaggio riveste una funzione fondamentale nella vita degli uomini e, in tale ambito, la forma dominante di conoscenza è, contrariamente alla tradizione, la scrittura. Da Platone a Lacan, da Husserl a Searle vi è sempre stata una condanna piuttosto dura nei confronti della parola scritta percepita come copia e raddoppiamento dell'originale.
Spesso si parla di astrazione e recentemente mi è tornato alla mente un passaggio di un testo di Giambattista Vico.
Il suo pensiero è chiaro: di tutta la geometria il punto è il paradigma più evidente di un'astrazione!
Ora, lasciandosi trascinare da queste suggestioni, chi se la sente di dire che c’è l'uno?
L'accostamento tra filosofia e bambini non è poi così originale come potrebbe apparire in un primo momento se già Socrate, Kant e altri illustri pensatori vi avevano pensato.
Eppure lo scetticismo è ancora tanto. Questo potrebbe essere imputato all'opinione purtroppo assai diffusa che la filosofia sia un sapere riservato a pochi. Ma siamo veramente convinti che le cose stiano proprio così?
Che tipo di influenza c’è fra lingua e pensiero? Ma soprattutto in che direzione procede questa influenza?
Il linguista Guy Deutscher ha pubblicato sul New York Times Magazine un articolo che invita alla riflessione proprio sul problema della nostra lingua rispetto al nostro modo di pensare.
L’ATELIER DI FILOSOFIA (evento n° 42)
Oscar Brenifier è dottore in filosofia e direttore dell'Istituto di Pratica Filosofica di Parigi. Si occupa, tra le altre cose, di pratiche filosofiche con bambini.
I suoi atelier di filosofia non sono corsi di didattica ispirati a metodi filosofici, ma veri e propri laboratori di pensiero.
Festivaletteratura è oramai alle porte e I Ludosofici affiancheranno nientedimeno che Oscar Brenifier, filosofo francese e autore di molti libri per bambini e ragazzi. Questi libri non raccontano favole, non propongono giochi di società o all'aperto, non sono fumetti… sono libri che fanno domande.