Che tipo di influenza c’è fra lingua e pensiero? Ma soprattutto in che direzione procede questa influenza?
Il linguista Guy Deutscher ha pubblicato sul New York Times Magazine un articolo che invita alla riflessione proprio sul problema della nostra lingua rispetto al nostro modo di pensare.
Nell’articolo “Does Your Language Shape How You Think?” di Guy Deutscher, tradotto e pubblicato sul numero di questa settimana di Internazionale si può leggere:
"Alcuni studi rivelano che quando impariamo la nostra lingua madre acquisiamo, allo stesso tempo, delle abitudini mentali che condizionano le nostre esperienze in modo significativo e sorprendente".
Io però mi chiedo: sicuri che l'influenza sia unidirezionale?
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Riflessione interessante, grazie!